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ovvero le seghe mentali del Fanto
January 07

Grazie Marco

Un contributo ad accrescere il mio egocentrismo
 
Un carissimo amico che dirige un portale locale ha voluto intervistarmi durante le vacanze di natale per sapere cosa faccio di bello nella vita. Marco ti linko qui a mo' di ringraziamento.
 
 

Diventa anche tu pastore

alleva la tua Pecora adottandola a distanza
 
 
Avete sempre sognato di avere i prodotti direttamente dal produttore al consumatore, di allevare qualche animale da cortile ma il vostro nel vostro monolocale da 19mq proprio non ci stanno? Non c'è problema. In Sardegna hanno trovato la soluzione a questo tormentone, l'adozione a distanza di una pecora. Tu adotti la pecora e ti mandano a casa i prodotti (caseari) che lei produce.
Come funziona? La cosa è semplice. L'allevamento a distanza consiste nel versare una quota periodica e seguire a distanza ogni fase ed evento della vita della pecora. Periodicamente gli allevatori a distanza riceveranno i prodotti della propria pecora (forme di pecorino), la scelta del nome della propria pecora e il relativo cinturino personalizzato, un manufatto in lana, la carta d'identità della pecora.
E' sempre possibile, in qualsiasi giorno dell'anno, recarsi sul luogo per seguire le fasi del ciclo dell'allevamento e vedere personalmente il risultato del proprio contributo.
Volete vedere soddisfatti i vostri sentimenti zoofili? Adesso ne avete l'occasione.
 
December 24

Missverständnis - incomprensioni


Quando feci acquisti al paese delle seghe 

In molti si sono lamentati del fatto che non avessi più aggiornato il mio blog, e devo dire a piena ragione.
Ma in pochi hanno capito che in questi mesi caldi ed effervescenti non ho fatto altro che raccogliere perle di saggezza da raccontarvi nelle tediose serate d'autunno e d'inverno.
Riassumendo i miei trascorsi in poche righe: da dieci giorni mi sono trasferito a Weimar dopo una preparazione di cinque mesi, di cui uno a Bonn e quattro a Dresda. Un primo periodo formativo nei confronti della lingua e della cultura teutonica che si è ufficialmente concluso il 23 settembre 2006, data dell'abbandono del Goethe Institut di Dresda alla volta della città dove compirò i miei studi nei prossimi due anni: Weimar. (Sì quella della Repubblica di …).
La mia poco meno che semestrale preparazione della lingua tedesca ha dato in ogni caso luogo a quegli strani, normali, e a volte assai divertenti fenomeni conosciuti con il nome di "Incomprensioni", o alla tedesca Missverständnis.
La prima e più primitiva incomprensione è avvenuta durante una festa istituzionale a Dresda, quando, con atto di gentilezza verso gli altri occupanti del mio tavolo mi offro di andare io a prendere il secondo giro di birre, ponendo l’accento sul fatto di avere fatto anni addietro il cameriere. Ne è uscita una frase che suonava del tipo "Sapete, qualche anno fa ho fatto la cantina". Dimenticando una banalissima N, la parola KELLNER (cameriere) si è tramutata in KELLER (cantina). Poco male. Sono seguite le facce perplesse degli altri commensali che non capivano perché li informassi, proprio in quel frangente,  riguardo ai lavori di ristrutturazione di casa mia.
Ma il piatto forte ha ancora da venire. Durante un party ufficiale che si è svolto alla fine di settembre, al mio tavolo avevano preso posto una coppia di amici, un’insegnante e la direttrice didattica del Goethe Institut di Dresda. I miei due amici iniziano a discutere di acquisti (vista la situazione era un argomento neutro) e a raccontare che al capolinea del tram che usano tutti i giorni c’è un conveniente centro commerciale. Mosso da un moto consumistico intervengo anch’io annunciando che anche al capolinea del tram 7 c’è un interessantissimo supermercato. Una delle signore vuole sapere a quale capolinea.
Orgoglioso di poter dare una così fondamentale informazione esclamo: “Anche a WIEXDORF c’è un simpaticissimo supermercato molto conveniente”. Appena pronuncio il nome della località le due signore sedute al mio tavolo sgranano gli occhi e la più giovane mi domanda con tono di rimprovero se fossi in vena di fare dell’umorismo. Rispondo confuso e un po’ mortificato di no. A questo punto mi fa presente che il tram in questione non va dove ho detto io ma bensì a WEIXDORF (leggasi vaicsdòrf). Mi spiega poi un po’ divertita che la parola WIEXDORF si pronuncia allo stesso modo del verbo WICHSEN che ha tutt’altro significato.
Un amico tedesco che ha assistito divertito alla gaffe mi spiega l’arcano e il giorno successivo vedendomi alla fermata del tram mi raggiunge e mi chiede con un ghigno da schiaffi: “In quale direzione prendi il 7? Fickdorf (paese delle scopate) o Wichsdorf (paese delle seghe)?”

May 31

La storia della nutria dipinta

Ferrara, quella "nutria dipinta" adesso diventa un caso politico
NOTA DEL BLOGGER: Quest'articolo è la quint'essenza per l'assurdità del fatto narrato e per l'incompetenza giornalistica dell'autore.

FERRARA - La nutria (una specie di castoro nostrano con vaghi accenni da topaccia) stava squizzata lì, morta stecchita sul ciglio della strada. Poi, lungo via Canal Bianco, è passato l'addetto comunale alla segnaletica, per dipingere la striscia bianca sull'asfalto. Risultato: la nutria è rimasta lì, sempre squizzata, ma con una striscia bianca dipinta sulla carcassa. Ed è esplosa la polemica. Dopo la Maya Desnuda, la Nutria Dipinta; una specie di scultura iper realista poteva aprire un dibattito artistico-ecologico e che, invece, a Ferrara è diventata una querelle politica. Col dipendente C. Bellodi in odore di provvedimento disciplinare, -richiamato- dagli amministratori e costretto a scusarsi dopo le proteste di un cittadino.
Che le nutrie non vadano dipinte (così come i fagiani, i tassi e i pesci rossi) è indiscutibile. Ma una nutria morta, del cui decesso C. Bellodi era peraltro irresponsabile, può diventare un "caso>"? Pare di sì. Ma dice Lorenzo Ortelli, Funzione pubblica della Cgil: -Bellodi è particolarmente scrupoloso ed esperto del suo lavoro-. Giudizio che, per quel che vale, conferma Bellodi stesso. -La nutria l'ho dipinta non perchè sono superficiale, ma perchè mi sono distratto-. Insomma, ha aggiunto, può capitare che ti distrai quando sei lì col traccialinea, devi occuparti dei birilli e stare pure attento che gli automobilisti non ti facciano fare la fine della nutria. Può succedere, certo. Non nutriamo alcun dubbio.

Il Giorno 21 ottobre 2005
Foto La Nuova Ferrara
 
In primis, la nutria non è un animale "nostrano" (si direbbe autoctono, nostrano semmai è il salame) in quanto è stato importato dal Sud America  per la  pelliccia e quando il mercato della pellicceria è crollato gli animali sono stati liberati  o sono fuggiti dagli allevamenti dando luogo a una popolazione libera. Inoltre la nutria non assomiglia per nulla ad una "topaccia" (topo). Soltanto chi non si cura di informarsi  può definirla così. Descrivere l'animale investito con la frase: "stava squizzata (da che vocabolario ha preso il verbo squizzare?) morta stecchita"  denota, oltre ad una sfumatura splatter, un invitabile cattivo gusto. Vi risparmio i commenti sulla frase di chiusura.
May 26

Storia e storie di un gande Paese che cambia

Alla scoperta di un Paese che conosciamo poco, ma che ci somiglia molto. Tra declino economico, crisi della scuola, deriva del sistema federale e un Est che ricorda il nostro Sud, raccontando la Germania moderna questo libro parla anche dell'Italia.

Prima donna a guidare i tedeschi, il nuovo cancelliere Angela Merkel ha ereditato un Paese in profonda trasformazione. Il più ricco Stato d'Europa è infatti alle prese con un quadro federale e politico dagli equilibri precari, una popolazione immigrata difficile da gestire, un Mezzogiorno a Est economicamente arretrato e un welfare state ormai finanziariamente insostenibile. Senza contare che la fine della guerra fredda e l'unificazione hanno riacceso nei tedeschi un nuovo nazionalismo, ancora tutto da definire. Questo libro non è un saggio accademico, né un reportage giornalistico, ma piuttosto un'analisi raccontata della Germania moderna attraverso luoghi, date, fatti, mostre, statistiche, protagonisti, aneddoti e accattivanti riferimenti letterari. Una narrazione godibilissima che, mentre apre a scenari inconsueti, ben evidenzia l'inquietudine dei tedeschi nel sentirsi cittadini europei e ritrovarsi poi agli ultimi posti in settori fondamentali quali la Ricerca e l'Università. Come ai tempi della belle époque, la Germania rimane comunque, oggi, un modello da imitare. Non tanto per i successi ottenuti in passato, quanto per il modo in cui sta affrontando difficoltà drammaticamente simili a quelle di molti altri Paesi europei. In questo senso l'analisi dell'autore - tra passato e presente - aiuta a riflettere anche sul prossimo futuro dell'Italia, svelandoci una Germania inedita che si candida a diventare un volano per un'Europa in crisi.

Un brano:
Nello stesso modo in cui le elezioni in un Paese sono seguite all'estero per le possibili ripercussioni che potrebbero avere in Europa, così si sta lentamente formando una società europea nella quale le tendenze nazionali si influenzano a vicenda. Dall'analisi dei grandi cambiamenti che hanno segnato la storia della Germania negli ultimi anni, emerge un Paese in profonda trasformazione, costretto a rimettere in discussione molte delle sue certezze e desideroso al tempo stesso di riprendere possesso della propria storia. «Guardare solo al futuro è disdicevole, ma non bisogna nemmeno essere torturati dal passato», diceva ormai quindici anni fa lo storico Golo Mann. Anche in questo senso, nonostante le sue difficoltà e le sue incertezze, la Germania che si affaccia sul XXI secolo è ancora una volta straordinariamente moderna, un punto di riferimento che altri Paesi europei non possono ignorare."

May 25

NOSFERATU IL VAMPIRO - Nosferatu, eine Symphonie des Garuens

sonorizzazione del film di friedrich wilhelm murnau
TEATRO AUDITORIUM G. GALILEI DI ROMANENGO
LUNEDI 29 MAGGIO 21.00

Uno dei capisaldi del genere horror, imitato e inimitabile, nosferatu impressiona ancora oggi a 84 anni dalla sua realizzazione per l’effetto che il regista riuscì ad ottenere con i mezzi del cinema ai suoi albori, utilizzando tutte le potenzialità espressive per sollevarsi oltre i limiti del realismo e trasformarsi in una sinfonia del male e del bene, in una metafisica dell’istinto di morte che cova nell’uomo civilizzato; pellicola proiettata in negativo, fotogramma per fotogramma per snaturare il movimento dei corpi, particolari procedimenti di stampa per creare mondi artificiali, fosforescenti: nosferatu è cinema allo stato dell’arte, dal quale, come si disse, “soffia costante un vento gelido di morte”.
la serata, frutto della collaborazione fra l’associazione culturale laboratorio tazebau e il circolo di cultura cinematografica ameniccinema, vedrà i musicisti eseguire durante la proiezione una nuova colonna sonora appositamente scritta e condotta per l’occasione da marco zanardi.

TRAMA

Per trattare l’acquisto di una proprietà, Thomas Hutter (Wangenheim) parte per i Carpazi lasciando ad un coppia di amici la cura della sua fidanzata, Ellen (Schroeder). Giunto al castello del conte Orlock dopo una serie di strani episodi premonitori, Hutter si accorge che il conte è un nosferatu, un non-vivente assetato di sangue, ma non riesce ad impedirgli di partire verso Brema, rinchiuso in una bara: Brema è la città dove il conte ha acquistato una casa e soprattutto dove vive la bella Ellen, che il conte ha notato da un medaglione portato al collo dal povero terrorizzato intermediario. Hutter torna anch’esso con mezzi di fortuna in un viaggio allucinante, e lì trova una città dove i morti seminati dal nosferatu sono attribuiti alla peste. Ellen, che ha letto su un libro le caratteristiche dei vampiri e intuisce cosa sta accadendo, decide allora di attirare il conte nella sua camera per farsi vampirizzare trattenendolo fino alle luci dell’alba, che ne dissolveranno il corpo.

www.ameniccinema.org
www.tazebau.it

Il broglio

 

C’erano nuvole come lividi e schede elettorali nelle urne. L’Italia intera aspettava  il responso. Che venne nelle prime ore di lunedì pomeriggio 10 aprile: la Sinistra del Curato verso la vittoria con 5 punti di distacco dalla Destra del Tycoon. Come avevano previsto tutti i sondaggi da molte settimane perforando la superficie statistica del corpo elettorale, i suoi malumori, le sue intenzioni. Cinque punti. Fine di’era già al primo exit poll. Nonostante la legge elettorale balorda, le tv, i condoni, l’Ici cancellata, il chilo di cerone. Cinque punti. A Roma sta per cominciare  la festa con il Curato i piazza. Si annunciano bagni di folla. Con le bandiere al vento. Evviva.


Invece no. Invece alle 17 precise di quel memorabile lunedì di spoglio elettorale la luce cambia, il vento si spegne, i dati rallentano. Poi arrivano, ma come una grandine. I cinque punti di distacco diventano quattro, poi tre. Poi nulla, sparito il vantaggio al Senato. Terremoto ala Camera. Intanto il ministro degli Interni lascia il Vicinale e va a casa del capo della destra, come non era mai successo durante uno spoglio elettorale. Intanto l’investigatore privato Biondo sparisce dalla circolazione lasciando Lara, la sua segretaria, a singhiozzare in tacchi a spillo. Intanto Fredy, l’inviato de La Cronaca, sente puzza di bruciato e mette i allerta i suoi sensori da labirinto. C’è una notizia in fondo a questo mistero elettorale. Glielo dice il naso, l’esperienza, il suo sesto senso da complotto e i baci di Lara. La notizia si chiama: il Broglio.


Il libro si chiama il Broglio. Primo esperimento di letteratura simultanea che un tempo si sarebbe chiamato “istant book”. Pensato, scritto, stampato in poco più di un mese. Autore multiplo insaccato in un nome collettivo: agente italiano. Casa editrice Alberti, di Reggio Emilia. Collana : i Lunatici, curata da Beppe Cottafavi, specializzato in molte avventure letterarie e in un celebre dispetto a Susanna Tamaro confezionato con il suo amico Daniele Lutazzi “va’ dove ti porta il clito” con un bel seguito di processi, vendite e assoluzioni.


Ma qui la parodia non c’entra. Qui c’entra il giallo politico. Lo psico mistero di un capo del governo il Tycoon, che per settimane annuncia di temere brogli elettorali ai suoi danni sebbene abbia il controllo di tutti i controlli, e poi diventa il surfista di una rimonta talmente anomala da imbarazzare persino i suoi alleati, travolti dalla sua stessa riscossa. Freddy mette in fila gli indizi. Si attacca al telefono. Consuma le suole. Possibile che tutti gli istituti di sondaggio compiano il medesimo errore? È mai successo prima? Un errore macroscopico, di 5 punti. “perché non è un sondaggio che sbaglia. Sono un mucchio di sondaggi, anche stranieri. Fatti fare dai partiti, ma anche dalle banche, dalle coop, dalle multinazionali”. E sbagliando azzeccano pure tutti i risultati della Destra tranne uno. Il partito Cristiano tra il 6 e il 7 %: giusto. Il partito del Nord intorno al 4 %: giusto. Il partito Nazionale sopra il 12 %: giusto. E il partito Italiano del Tycoon? Al 24 per cento anziché al 19 delle previsioni. Cinque punti di errore. Come l’errore dei sondaggi. Uguale. Un mistero perfezionato dal successivo: le schede bianche. Che negli ultimi 15 anni elettorali sono sempre costanti, tra il 7 e l’8 per cento. Stavolta no. Stavolta scese al 3 per cento. Tre milioni di schede che di colpo diventano uno. “Sai cos vuol dire 2 milioni di schede? Vuol dire 5 punti percentuali. Come l’errore dei sondaggi. Come l’errore per il partito del Tycoon. Uguale. “Siamo il paese dei complotti, cospirazioni , macchinazioni. Ce li sogniamo di notte.” E per l’appunto cosa ci faceva il ministro degli Interni a casa del capo? E come mai mentre il voto balla, viene arrestato il Grande Latitante dell’Isola? Il più grande di tutti i latitanti. E come mai il flusso dei voti si ferma a un passo dal traguardo? Eccoci al punto: è vero nessuno fa brogli a suo danno. Però forse può succedere che li abbiano fermati all’ultimo momento. I brogli.


Sono stati i democristiani a farlo: il ministro degli Interni, il Presidente della Camera, il suo braccio destro. “E secondo te uno come il Tycoon si farebbe fermare da tre democristiani?”. “Sì, se questi hanno delle prove in mano che possono inchiodarlo”. E quindi com’è andata? “Bé, io una mezza idea ce l’averi”. La mezza idea è il resto del libro. Plausibile quanto deve esserlo un giallo a chiave con personaggi veri nascosti da un velo d’inchiostro. Compreso il gruppo di giornalisti che si cela dietro il nome collettivo. Operazione narrativa sulla realtà immediata. Ficton sui fatti trasformata in Faction. Vox populi che diventa trama. Con l’aggiunta di un’allegra quota di paranoia nazionale specializzata in verità nascoste.


Come se la superficie delle cose italiane fosse solo per i gonzi, i distratti e i semplici. Brogli. Della Destra contro la Sinistra, con il Tycoon nei panni del cattivo. Che poi sarebbe il proseguimento della cronaca, ma con altri mezzi, altri strepiti, nel giallo capovolto della vita vera.


Pino Carrias (Fonte: Repubblica del 24 Maggio, pag. 15)

http://devarim.ilcannocchiale.it/

May 03

Riuassunto del mese precedente: dal 2 al 4 aprile

 
Nz 300 Milano-Dortmund. Partenza ore 21.12 dalla Centrale. Per la prima volta in 7 anni i miei genitori hanno insistito a volermi accompagnare alla stazione. Cosa insolita, inusuale e soprattutto inaspettata. Cuccetta a 6, occupanti 3 persone incluso lo scrivente. Un signore di mezza età italiano che mi ha preso per tedesco e una docente in pensione dell'università di Bonn. L'anziana signora, di cui non ricordo il nome, ma che chiamerò Letizia per via di una certa somiglianza ad una singolare amica di famiglia, mi ha intrattenuto con una lunga discussione di letteratura nella quale sono stati presi in esame i colossi Italo-Germani come Goethe e Manzoni per giungere alla scoperta che fosse un'estimatrice dei mattoni di Oriana Fallaci (oddio, sono tradotti anche in tedeco) e dei gialli di Camilleri&Sciascia. Il fascino mediterraneo!
Risveglio a metà strada tra Mainz e Koblenz (+o- a Bacharach) col terzo occupante in apprensione per il livello delle acque del Reno. Paranoia collettiva, ma dopo Praga 2002 e il mio sacco a pelo che galleggiava sulla Moldava nulla mi spaventa meno delle esondazioni.
Arrivo in perfetto orario alla stazione di Bonn Hbf alle 8.18. Litigio (immancabile) con le macchinette dei biglietti e perso RB (treno locale) con fermata a Bonn-Bad Godesberg. Attesa di 20 minuti per quello successivo.
Mi pare doveroso spendere due parole su questa amena località termale alle porte di Bonn. Ma ti pareva che non sarei finito in una stazioncina termale? Cacchio. Ho fatto di tutto per non finire a Schwäbisch Hall (località turistica termale a 70 Km di pullman da Stoccarda) e mi trovo in un altra località termale! Ma quante terme ci sono qui? Prima della fine del mese spero di poter fonire una cifra approssimativa.
La sede del Goethe Institut sorge a 3 minuti a piedi dalla stazione ferroviaria di Bad Godesberg e di fronte al capolinea del tram/metropolitana (che qui è vermanete un metrotram, non come quelle buffonate di Milano che non si sa cosa ci sia di Metro...). sono alloggiato all'interno della costruzione principale che è una graziosa villetta liberty con di fronte un parco.
Terminati i test (al mio livello umilianti) di conoscenza della lingua, l'organizzazione teutonica ed effincentissima dell'istituto di lingua tedesca per eccellenza, due ragazzini del Servizio Civile mi accompagnano alla mia stanza (al momento occupata solo da me) e mi danno le informazioni del caso su dove mangiare e dove fare i bilgietti agevolati per i mezzi pubblici. Beh: abbonamento studenti mensile per l'area di Colonia e Bonn sono solo 12,30 euro!!
Adesso vado a fare un giro per vedere bene dove sono finito e a cercare di socializzare, ma dalla mia finestra sembra che questo luogo sia abitato solo da anziani over 75!
April 02

Signori si parte -1/2

Ebbene sì, lo ammetto, ho finito adesso di completare la valigia (proprio non ci sono abituato ai trolley, voglio il mio zaino da trekking!). Salta che ti salta sono riuscito finalmete a chiuderla. Novità... nessuna. A parte il fatto che devo fare un sacco di robe prima di partire, tra cui uno degli infiniti lavori idioti (però stavolta retribuito) e mollare le deleghe per il circolo a destra e a manca.
Evvai.
Da oggi non sono più biondo, il rasoio ha compiuto implacabile la sua e da Gunther/Goldenboy torno ad essere, sempre teutonicamente, Gabriel.
Mia madre deve avere dei sensi di abbandono, si deduce dal fatto che oggi m'ha fatto mangiare come un maiale, grufolando manicaretti tipici (costine con le verze, polenta, e cose simili) adduccendo a giustificazione il fatto che «in Germania certe cose proprio non te le faranno».
Burple.
Le 21.12 incombono. Meglio scappare a finire il tutto.
 
April 01

Signori si parte -2

 

Finalmente si parte. Settimana scorsa, dopo svariati tentativi presso l'agenzia delle ferrovie tedesche, perché sbagliavo regolarmente orario,  sono riuscito a procurarmi un biglietto carrozza cuccette.Per somma sfortuna non erano più disponibili le offerte a 49,00 euro, neanche quelle dei vagoni letto. Ne consegue che sborso 120,00 euro di bilgietto one-way. 
Pagare per credere.
Gli ultimi giorni sono stati dedicati a due proficue attività: terminare i vari lavori che sto facendo e salutare gli amici, ma sto via solo 4 settimane, non una vita! Prendo atto che ogni occasione è buona per festeggiare e in quanto conoscente dell'alcol e buon estimatore delle sue virtù, faccio buon viso a cattivo gioco, che poi è tutt'altro che cattivo, e mi dedico incessantemente, e con costante servilismo, all'arte della libagione.Sul versante "lavori da terminare", quasi tutti aggratis (as usual), sta diventando tale la mia totale dipendenza dal PC che il rapporto sta affrontando la fase dell'amore/odio. Diviso tra il gettare dalla finestra il mio laptop (ma poi penso a quanto l'ho pagato e mi trattengo) e avere un amplesso con lo stesso.
Momenti terribili.
Urge fare la valigia. Scartata l'idea di portami dietro il fedele zaino da trekking (2 zaini, in aereo si può fare, in treno è scomodo) ho ripiegato sul trolley quasi gigante di mia mamma. Colore imbarazzante (azzurrino) ma sembra capiente.
Signori, affrettarsi, domani sera si parte. 

 

Gabriele

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